
La generazione del Sì. AIDO e il futuro della donazione in provincia di Alessandria: 331 nuovi Ambasciatori del Dono, sette province, una cerimonia finale a Ovada
C’è un momento, nella vita di un diciottenne, in cui il futuro smette di essere una promessa astratta e diventa una scelta concreta. Una firma, o anche solo una dichiarazione di volontà, che dice: io ci sono, anche quando non ci sarò più. È un pensiero grande per una testa giovane. Eppure, ogni anno, centinaia di ragazzi delle scuole superiori della provincia di Alessandria compiono esattamente questo gesto. E lo compiono con una consapevolezza che sorprende, ogni volta.
Domani, all’Istituto Barletti di Ovada, si terrà l’ultima cerimonia di consegna degli attestati di ‘Ambasciatore del Dono’ ai diciassette studenti che hanno dichiarato la propria volontà alla donazione in questo anno scolastico. Con loro, il totale degli Ambasciatori riconosciuti da AIDO raggiungerà quota 331: il miglior risultato di sempre. Ragazzi che abitano in sette province diverse, da Alessandria a Genova, da Cuneo a Pavia, da Asti a Vercelli a Savona. Una mappa della generosità che attraversa confini amministrativi e disegna qualcosa di più sottile: una comunità di giovani che hanno scelto di pensare agli altri.
In settimana si era già svolta la cerimonia per Alessandria, nell’aula magna del Liceo Saluzzo dell’IIS Umberto Eco. Quarantuno studenti, residenti in dieci Comuni diversi, hanno ricevuto il loro attestato alla presenza dell’assessore Irene Molina, in rappresentanza del sindaco di Alessandria, e dei sindaci di Pecetto di Valenza, Andrea Bortoloni, e di Gamalero, Giampiero Ferasin. Una cerimonia sobria, come si addice a chi celebra qualcosa che non ha bisogno di essere amplificato per essere importante.
C’è un dettaglio che trovo bellissimo, in tutto questo. Scegliere di donare gli organi non è solo un gesto che riguarda il dopo: è una scelta che cambia il prima. Chi decide di donare, spiegano i medici e i volontari di AIDO, diventa più consapevole del proprio corpo, più attento allo stile di vita, più capace di prendersi cura di sé. Nessuna grande rinuncia, ma piccole attenzioni quotidiane. A parte il fumo, che crea danni, e non solo ai polmoni. Il dono, insomma, comincia da se stessi.
‘Con i 331 nuovi Ambasciatori del Dono abbiamo raggiunto il miglior risultato di sempre’, dichiara Nadia Biancato, presidente provinciale AIDO. ‘Rappresentano speranza per i malati in attesa di trapianto, ma soprattutto sono cittadini modello che pensano alla loro salute e a quella di un prossimo che non conosceranno mai.’ Una frase che vale la pena di tenere: il prossimo che non conosceranno mai. È lì, in quella distanza, che si misura la grandezza di un gesto.
AIDO Sezione Provinciale di Alessandria, con i suoi Gruppi, dedica centinaia di ore ogni anno a portare questa cultura nelle scuole, nelle famiglie, nelle comunità. La ‘AIDO generation’, come la chiama Biancato, è il risultato di quella pazienza. Ragazzi che tornano a casa e parlano di donazione ai genitori, ai nonni, agli amici. Che diventano, senza saperlo, moltiplicatori di consapevolezza. In un paese in cui le opposizioni all’Anagrafe mettono ancora a rischio i trapianti a medio e lungo termine, ogni Sì conta doppio.