
AIDO incontra gli Allievi Agenti Scuola di Polizia di Alessandria: raccolti 59 preziosi consensi alla donazione post mortem
AIDO, Associazione Italiana Donatori Organi, Tessuti e Cellule dal 1973 a livello nazionale, dal 1979 sul territorio della provincia di Alessandria promuove la cultura del Dono. Lo fa ovunque ci siano persone da informare, perché senza donazione non puo’ esserci trapianto.
Venerdì 24 luglio la Sezione Provinciale di Alessandria, rappresentata dalla sua presidente, Nadia Biancato, da alcuni volontari dei Gruppi Intercomunali attivi sul territorio, in collaborazione con l’Ordine delle Professioni Infermieristiche della provincia di Alessandria, rappresentata dalla dr.ssa Chiara Coppo, ha incontrato gli Allievi del 233° corso della Scuola Allievi Agenti della Polizia di Stato “Antonio Cardile” di Alessandria.
Dopo l’introduzione della Direttrice, dott. Elena Gola, alla quale è stato consegnato un attestato di stima da parte di AIDO per la collaborazione che da sempre lega l’associazione alla Scuola, ad una platea attenta e partecipe, è stata proposta una breve presentazione di AIDO e delle sue finalità, per poi fornire dati sulle motivazioni che animano i volontari nel loro quotidiano servizio: alla data corrente sono 8.534 gli italiani in lista d’attesa per un trapianto, e solo un terzo di loro riuscirà a risolvere il proprio problema di salute entro il 31 dicembre.
“L’assenza di organi e tessuti in quantità sufficiente riduce in modo importante la possibilità di trapianto: in media solo 1 persona su 3 puo’ essere salvata e i tempi d’attesa superano mediamente i 3 anni. Se ci fossero più organi a disposizione i tempi si accorcerebbero ad alcuni mesi, come avviene in Spagna. La donazione organi è un gesto altruistico, che non costa nulla: non si puo’ neppure parlare di generosità, essendo gli organi donati post mortem, quando non saranno più necessari alla vita del donatore. Ma la scelta va fatta in vita: lasciare ad altri ( parenti entro il primo grado) la decisione significa mettere in discussione la possibilità di salvare persone che non hanno altre chance per continuare a vivere o per avere una vita migliore. Purtroppo circa il 29% dei famigliari non dona il consenso con il risultato che ogni anno quasi 2.000 persone non ottengono il loro trapianto, un numero altissimo se si considera che sono meno di 5.000 i trapianti eseguiti in Italia in un anno” ha evidenziato Nadia Biancato che ha poi sottolineato: “Donare è una scelta d’amore per il prossimo, un gesto di solidarietà e giustizia sociale, un atto di responsabilità civile, un diritto-dovere di ogni cittadino. Dire sì alla donazione significa acquisire consapevolezza sul valore della vita, sull’importanza di assumere corretti stili di vita: chi dona il proprio consenso, in primis salva se stesso
impegnandosi nell’aver cura della propria salute per poter essere donatore effettivo, forse un giorno. Su 3.000 persone che donano il proprio consenso alla donazione post mortem solo 1 sarà donatore, perché concorrono alcuni fattori quali morte cerebrale, compatibilità sanguigna e dimensionale per alcuni organi, stato di salute, ma c’è una statistica che dice che 1 persona su 7 nel corso della propria vita potrebbe avere necessità di un trapianto: ecco perché AIDO nell’incontrare le persone si prodiga nel fare prevenzione a favore di buoni stili di vita. Poche regole che prevengono la necessità di trapianto: non fumare, mangiar sano, essere attivi, controllare il consumo di bibite alcoliche e ricche di zuccheri. A comprenderlo molto bene sono gli studenti delle scuole superiori: con l’anno scolastico 2025-2026 possiamo dire sia nata la “generazione AIDO” grazie a 331 ragazzi e ragazze che hanno espresso il loro consenso incontrando i nostri volontari a scuola”.
Dopo la visione dei cartoni animati morti di Andrea Lorenzon sulla donazione organi, la dott.ssa Chiara Coppo ha approfondito gli aspetti peculiari della donazione: quando e come avviene, offrendo informazioni utili a comprendere quando interviene la morte encefalica, l’accertamento con l’osservazione per sei ore da parte di tre diversi specialisti, la verifica del consenso dopo l’individuazione dell’idoneità alla donazione e quindi l’eventuale prelievo e l’organizzazione del trapianto.
Lucia Lo Vetro, trapiantata di fegato ha portato la sua testimonianza al termine della quale tutti gli allievi le hanno tributato un omaggio spontaneo. Certamente uno dei momenti più emozionanti della mattinata.
Dopo aver ricevuto queste ed altre informazioni, un gruppo numeroso di 59 allievi ha compilato il modulo per la dichiarazione di volontà alla donazione organi.
L’associazione dal 1986 è Medaglia d’Oro al Merito della Sanità Pubblica per questo servizio di raccolta dei consesi che oggi è condiviso con le Anagrafi Comunali, dove è stato spiegato, i cittadini arrivano impreparati e nel 70% dei casi o non si esprimono o dichiarano opposizione alla donazione.
A distanza di oltre 50 anni dalla fondazione di AIDO molto resta ancora da fare, ma alla Cardile si è messo un altro piccolo tassello: “Le informazioni oggi diffuse possono essere portate ad altri cittadini, avviando un circolo virtuoso. Non ci possono essere dubbi sulla donazione ma il primo passo è informarsi per capire, il secondo è scegliere, per poi donare” conclude Biancato.
